La democrazia alla prova del nove

Amplia ma non nega, riconosce i punti di vista e non le verità assertive, ammette il relativismo e non l’assolutismo.

È la matematica che, come la democrazia, si fonda su regole, unioni e relazioni.

E poveri quei politici (e quegli elettori) che, non avendola studiata o avendola studiata senza capirla, si comportano come singoli e non come funzioni di un sistema, preoccupati più dalle cose che dalle relazioni tra esse.

La matematica è politica, pamphlet di Chiara Valerio edito da Einaudi, è la quintessenza della riflessione su due mondi, proprio la matematica e la politica, che sono molto più interconnessi di quanto si possa immaginare; due mondi che dovrebbero improntare il loro agire sull’errore come ricerca e sull’amore per la verità come processo e non come principio di autorità.

Considerata asettica, spesso inutile e in contraddizione con la cultura umanistica, la matematica, grazie alla penna lucida e appassionata di Chiara Valerio, rivendica non solo la sua utilità in termini di astrazione, proporzione e deduzione, lasciti della Grecia classica al pari di Socrate, Pericle, Omero, Sirene, sillogismi e statue, ma anche il suo ruolo di disciplina creativa e completa che “chiede, richiede, e fornisce (talvolta) meccanismi per comprendere”.

La matematica indossa così le vesti di una prassi politica che non vive nell’immediato, nell’effimero, nell’urgente, ma che si sviluppa nel tempo e nello spazio, nella transitorietà e nel cambiamento, diventando una forma di meditazione e un esercizio etico (“postura etica” — e ringraziamo l’autrice — è una delle più limpide definizioni del nostro essere al mondo).

In fondo parlare di democrazia e di scienza vuol dire parlare anche di frattali e alternative, di dislivelli economici e di genere, di essere leader e di essere cittadini, rafforzati dalla convinzione che i sistemi che abbiamo di fronte sono una “costruzione culturale”, che necessita di esami continui e ripetute ridefinizioni.

In un centinaio di pagine, scorrevoli e ben congegnate, Chiara Valerio ha il merito di presentare la matematica nella sua luce più affascinante e dinamica, mostrandoci — e non è una virtuosistica illusione — che una buona dose di elasticità mentale (la nostra) e una feconda capacità narrativa (dell’autrice) possono renderla familiare e felicemente accessibile a tutti.

Spunti di lettura con leggerezza

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