La forza della letteratura per un Paese civile

Non è un Paese civile quello che “permette” a persone come l’insegnante Cloe Bianco o come il giovane Sasha di Catania di suicidarsi.

Non è un Paese civile quello in cui un Parlamento affossa, festeggiando, il ddl Zan.

Non è un Paese civile quello in cui il mese del Pride viene, in molti casi, ancora visto come un evento esotico o folcloristico.

Fortuna che c’è la letteratura, capace di raccontare, costruire, immaginare e di farsi strumento di lotta, anticipando i tempi di una politica miope e di una società sonnecchiante.

Fecondo esempio della sua potenza è Bambi. Storia di una metamorfosi di Emiliano Reali, trilogia da poco pubblicata da Avagliano Editore e già in ristampa dopo un entusiasmante tour di presentazione.

Entrare nella vita e nelle storie delle persone in transito da un’identità di genere all’altra è un passo delicato, ma Emiliano Reali — già apprezzato autore di libri per ragazzi e giornalista per testate di rilievo nazionale — è in grado di farlo con grazia e compostezza, mettendo in atto una narrazione gustosa e avvincente.

Protagonista di una storia intrecciata e polifonica è Giacomo, che fugge dall’asfittica realtà di provincia per trovare la libertà nella metropoli che non giudica (o non dovrebbe farlo), assumendo le sembianze di Bambi, un’affascinante creatura che non intende rinunciare al sogno e al desiderio di essere guardata e accettata per quello che è davvero.

A fiancheggiare e talvolta ad osteggiare il suo passaggio da bruco a crisalide, fino a diventare farfalla, troviamo degli insostituibili compagni e compagne di strada: dalla storica fidanzata Luana, a sua volta alle prese con grettezze e meschinità di derivazione familiare, alla mentore Desideria che dispensa un’educazione sentimentale e professionale che tiene insieme make up e shopping, sogni e repressioni, forte della sua esperienza di separazione graduale dall’identità di Francesco.

E poi ci sono le intrepide complici Lucy e Lamù, insieme alle quali Bambi trova la forza di abbandonare la strada e la prostituzione per dare vita a un sogno imprenditoriale, oltre a una schiera di amici e familiari, il più delle volte spaventati di fronte al cambiamento ma spesso molto più consapevoli di quanto si possa credere (si pensi a papà Saverio che, in punto di morte, accoglie tra le braccia Desideria-Francesco).

La strada verso la libertà di ognuno dei personaggi — ma potremmo aggiungere di tutte le vittime di omotransfobia — è punteggiata da ostacoli e maldicenze, violenze e discriminazioni, eppure la forza del coraggio e la rivendicazione dei propri diritti possono condurre a un futuro che renda il mondo più giusto ed accogliente, e il libro di Emiliano Reali segna un passo decisivo in questa direzione.

«Odia il suo passato, essere il figlio maschio, un muro che le impedisce di costruire il futuro che desidera. E detesta chiunque possa ricordarglielo o ne sia a conoscenza.»

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Spunti di lettura con leggerezza

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