Quando un cane sogna…

“Guardare e pensare, rimanendo in silenzio: se tutti ne fossimo capaci, il mondo sarebbe un posto migliore.”

Osso. Anche i cani sognano di Michele Serra con illustrazioni di Alessandro Sanna (Feltrinelli editore) è una fiaba moderna, che ci invita a fermare per un attimo il tran tran del mondo e a riflettere sulla potenza della natura, emozionandoci nel vivere a stretto contatto con le magie e i misteri del creato.

Una storia in grado di parlare ai piccoli, ai giovanissimi, agli adulti quella narrata dall’autore dell’Amaca e impreziosita dalle magnifiche tavole di Alessandro Sanna.

Proprio i disegni dell’illustratore tre volte Premio Andersen sono tele in miniatura, su cui ogni pennellata racconta uno spaccato della natura e dell’affascinante rapporto che si viene a creare tra il protagonista e il cane, complice il bosco (e una simpatica nipotina).

La storia. Un vecchio, giunto in quel periodo della vita in cui “si ha l’impressione di avere fatto tutto quello che c’è da fare, visto tutto quello che c’è da vedere, sentito tutto quello che c’è da sentire”, ha un incontro fortuito con un cane magro e malmesso, ripugnante e agli antipodi degli animali da copertina, e prova dunque ad accudirlo e a nutrirlo. Osso, così verrà chiamato dietro suggerimento della nipote Lucilla, è tuttavia sfuggente, sospeso tra fiducia e diffidenza, tra desiderio di cura e istinto animale.

Ne consegue un legame che assume quasi la forma di un elastico: i due si avvicinano, si allontanano, si osservano, si studiano, si fiutano; il cane stabilisce il grado di vicinanza e il vecchio accetta le regole del gioco, comportandosi di conseguenza.

Sarà proprio la relazione di proiezioni tra uomo e cane a creare una lieta suspence che non farà da preludio a grandi accadimenti ma a profonde riflessioni: sui pericoli e sulla bellezza della natura, sui ritmi di vita (la città, la campagna) e sulla semplicità dei sentimenti. L’interrogativo sull’attività onirica di Osso e dei cani in generale innerva le pagine più emozionanti del libro: “se immaginiamo che quella notte Osso abbia sognato il vecchio, proprio mentre il vecchio stava sognando Osso, quasi sicuramente abbiamo immaginato la verità. Si sognarono a vicenda, quella notte, l’uomo e il cane”.

Il bosco, terra di confine tra il mondo umano e quello animale, diventa così il teatro più suggestivo per dare vita a una storia che, in poche battute, disegna traiettorie immaginifiche e crea un mondo pacato e silente, placido e conciliante, nonostante in ballo ci sia l’annosa questione del rapporto tra uomo e animale, uomo e natura.

Una di quelle storie che è necessario raccontare e illustrare.

Spunti di lettura con leggerezza